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30-09-2016

A Monza un «villaggio» modello per accogliere i malati di Alzheimer

Sarà la prima struttura in Italia sul modello pionieristico già sperimentato a Weesp, in Olanda: un paese vero e proprio con piazza, bar, teatro, minimarket, dove gli anziani potranno avere una vita «normale» e attiva.

Si chiama «Il paese ritrovato» ed è il primo villaggio in Italia dedicato alla cura di persone affette da demenza senile e sindrome di Alzheimer. Sorgerà a Monza, su un’area di 14 mila metri quadri alle spalle della residenza sanitaria San Pietro, lungo il viale che conduce alla Villa Reale. Il Consiglio comunale, all’unanimità, ha dato martedì sera il via libera al cantiere che partirà ad ottobre e si chiuderà - secondo le previsioni - nei primi mesi del 2018 con una spesa di oltre 8 milioni di euro, di cui 6 milioni e mezzo già finanziati da alcune famiglie di industriali monzesi, oltre che da Fondazione Cariplo e Fondazione della Comunità di Monza e Brianza.

Anima del progetto è Roberto Mauri, presidente della cooperativa «La Meridiana» che da 40 anni a Monza si occupa di anziani e ha già inaugurato in tempi di record una delle prime strutture dedicate ai malati di Sclerosi Laterale Amiotrofica e stati vegetativi. «I dati sulla demenza senile sono impressionanti e le stime dicono che raddoppieranno nei prossimi vent’anni - spiega Mauri - è per loro che occorre ripensare ad un modello che possa offrire autonomia e indipendenza al paziente, ma sotto l’occhio attento di personale medico ed infermieristico appositamente addestrato».

Ecco dunque che «Il paese ritrovato» avrà una piazza con il bar con le tende a righe facilmente riconoscibile, il teatro, un luogo di culto, un negozio di parrucchiere, un minimarket, una banca e l’ufficio postale. Intorno alla piazza due palazzine ospiteranno gli appartamenti per 64 pazienti e i loro accompagnatori: sono stanze ampie e luminose dotate di otto camere con bagno, cucina e spazi comuni. Tutto dunque come un piccolo paese dall’atmosfera raccolta, dove sarà più semplice essere guidati e non perdere l’orientamento, mantenendo le proprie abitudini e la propria autonomia senza rischi. Le persone potranno uscire di casa, andare dal parrucchiere, entrare in chiesa, passare al minimarket o ritirare i «soldi» in banca. Tutto vero, se non per un dettaglio: i «soldi» che circoleranno nel paese ritrovato saranno fac-simile, mentre la parrucchiera, il barista, la cassiera del supermercato e l’addetto alle poste saranno tutti personale socio-assistenziale, appositamente formato per rapportarsi con i pazienti, con una supervisione attenta e mai invadente.

È un nuovo modello di cura e assistenza che parte da Monza e sarà monitorato a livello scientifico dal CNR, Politecnico di Milano e la Fondazione Golgi Cenci per poter essere replicato altrove. In Europa l’unico precedente è a Weesp, in Olanda, e le analisi del modello olandese hanno confermato che lo stress dei pazienti è sensibilmente diminuito, così come l’uso dei farmaci, mentre è accresciuto il benessere dei familiari e della comunità.

 

Fonte: milano.corriere.it-notizie-cronaca

cfr: http://lnx.cooplameridiana.it/il-paese-ritrovato/

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